#vadoaperderequalchechilo: viaggio in bici nel centro Italia Viaggio in MTB Giacomo Petruccelli

#vadoaperderequalchechilo: viaggio in bici nel centro Italia

Da più di un anno avevo in mente di fare un viaggio in bici, una cosa piccola, appena qualche giorno. Vedere una parte di mondo con occhi puliti passando del tempo lontano dal trambusto del quotidiano e dalle frenesie di tutti i giorni che troppo spesso spengono sorrisi ed entusiasmo.

Poi però (come sempre) troppi ripensamenti, quei "ma dove vuoi andare, non sei un ragazzino" che mi avevano quasi convinto a lasciar perdere, perché ci sono sempre cose più serie a cui pensare. Invece poi mi sono detto che ci vuole anche un pizzico di sana leggerezza e che i sensi di colpa sono uno dei mali peggiori, perché quando stai bene con te stesso e sorridi dentro, allora puoi davvero far sorridere anche gli altri mostrando sempre la parte più bella di te. E così, qualche giorno prima di Ferragosto, in compagnia del mio amico Paolo, sono partito per questa piccola avventura in bici tra Abruzzo, Umbria, Toscana e Marche.

Dimagrire viaggiando in bici

Se da una parte c’era la “nobiltà” del viaggio, dall’altra c’era la voglia di fare anche un bel lavoro di “bici solida” (come la chiamo io), che più tecnicamente viene definito fondo e che permette di allenarsi molto bene lavorando sui volumi prima di passare alla qualità. Per questo tipo di lavori, che hanno come obiettivo quello di migliorare l’utilizzazione dell’ossigeno, bruciare grassi attivando la mobilizzazione lipidica e abituare il fisico (e la mente) ad una lunga permanenza in bicicletta, è sempre bene scegliere percorsi misti con salite più o meno impegnative mantenendo la frequenza cardiaca media al di sotto tra il 70 e il 75% con una frequenza di pedalata tra 90 e 100 rpm, parametri che con una MTB si traducono in una media di 20-23 km/h.

L’utilizzo della MTB per questo tipo di allenamenti è molto funzionale, sia per il peso (diverso rispetto ad una bdc) che per la comodità. In questo caso c’era il “plus” del portapacchi, con un peso maggiorato di una ventina di chili. Insomma, tutte condizioni ideali per fare un bellissimo viaggio e un buon allenamento. Voglio fare solo una piccola premessa: quando organizzate un viaggio di questo tipo, mettete sempre in considerazione l’idea di fare non più di 80 km al giorno. Questo per tanti motivi: primo tra tutti il viaggio stesso. Gli inconvenienti possono spuntare fuori all’improvviso, ed è sempre meglio (anche a livello fisico), non esagerare né col chilometraggio né con la fretta di arrivare chissà dove. In questo caso però, i percorsi erano stati programmati proprio con l’obiettivo secondario di fare un bell’allenamento in bici che mi avrebbe aiutato successivamente a correre meglio in vista di una gara di lunga distanza.

Il viaggio: nel centro Italia in bici

E così il 14 agosto, complice anche il meteo favorevole, siamo partiti da Chieti con l’obiettivo di arrivare ad Assisi. Prima tappa la città dell’Aquila dopo un centinaio di km e tre soste, passando per la strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica (SS 17), un'importante strada statale italiana che unisce le città di Foggia e L'Aquila, proseguendo poi per qualche decina di chilometri fino a raggiungere Antrodoco (Rieti). 

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Anche qui un’altra premessa importante: è bene fermarsi ogni qual volta se ne sente il bisogno, anche una quindicina di minuti, solo per fare un po’ di stretching e allungarsi un po’, così come è obbligatorio alimentarsi ogni 40/45 minuti con gel di carboidrati a basso indice glicemico e/o barrette, sorseggiando una soluzione con aminoacidi essenziali, magnesio e potassio, per mantenere fluide le articolazioni ed evitare la formazione di crampi. Dall’Aquila alla bellissima Antrodoco (fino al 1927 facente parte del territorio abruzzese), abbiamo attraversato il primo grande valico appenninico, Sella di Corno (a quota 1005 m s.l.m.) che segna il punto di confine tra Lazio ed Abruzzo e rappresenta di fatto la via di collegamento stradale più diretta tra L’Aquila e Antrodoco. A cavallo del valico si apre per oltre 6 km un piccolo altopiano stretto e allungato, adibito a pascolo e alla coltivazione di foraggio, legumi e patate. E anche qui, dopo aver affrontato 20 km di salita passando da 600 a 1005 m, c’è scappata una sosta presso la “fontana miracolosa” (come l’abbiamo ribattezzata.. indovinate voi il perché!).

E poi via, scendendo ad Antrodoco, attraversando Rieti, e dirigendoci verso Terni, nel cuore del polmone verde d’Italia. Anche qui una sosta (182° chilometro) di circa mezz’ora mangiando un panino al prosciutto e formaggio e una coca cola (che in questo caso aiuta tantissimo a spezzare il sapore di gel e barrette, migliora l’umore e fornisce zuccheri immediati che permettono alle gambe di percepire lo sforzo in maniera nettamente minore). Da Terni, per arrivare a Spoleto, c’era da attraversare il secondo valico appenninico, Valico della Somma (a quota 700 m s.l.m.). Per arrivarci, poco meno di 20 km di salita con pendenza al 15%, ma lo spettacolo del tramonto spoletino (200° chilometro) ha ripagato tutti gli sforzi fatti.Assisi

Fin qui (erano circa le 20) eravamo in bici da 12 ore. Arrivati a Spoleto abbiamo deciso di fermarci una mezz’ora per mangiare una pizza (scelta azzeccata) e ripartire (dopo aver montato le luci) verso Assisi (passando prima da Foligno ed infine da Spello). Siamo arrivati (in salita) alla basilica di San Francesco intorno alle 23.30 di un lunghissimo ed epico primo giorno, in buone condizioni fisiche dopo aver pedalato 260 km con più di 2500 di dislivello complessivo e aver attraversato tutto l’Appennino. Ed eravamo solo all’inizio..

Per gli amanti della tecnologia, ecco il link dove potete vedere tutti i dati:

www.movescount.com/it/moves/move172842937

Autore

Giacomo Petruccelli

Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università degli Studi di Camerino (Macerata) e Ph.D. in "Biochimica, Fisiologia e Patologia del Muscolo", oggi Giacomo coniuga la sua passione per il Triathlon ed il Trail Run con le sue competenze nel settore del Social Media Marketing e del farmaco. Ha collaborato in passato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera".

Autore di diverse pubblicazioni impattate su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, è un ex-obeso, ed è riuscito a dimagrire 55 kg grazie ad una grande forza di volontà ed abnegazione, nonché un amore grande per lo sport.

Sito web: www.triathlontime.com

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