Triathlon: come scegliere la muta giusta Mute da nuoto per triathlon ratgeber.wigglesport.de

Triathlon: come scegliere la muta giusta

Allenarsi per nuotare, correre e pedalare richiede passione, impegno e qualche piccolo sacrificio, ma non solo. I materiali sono importanti ed è per questo che di seguito vediamo come scegliere la muta da nuoto giusta.

La passione non basta

Già, perché se si vuole fare uno sport come il triathlon, bisogna considerare anche di prendere qualche accorgimento in termini di materiale tecnico. L’allenamento infatti racchiude anche un certo livello di esperienza nello scegliere i migliori materiali per il nuoto, la bici e la corsa, che permettono di godere appieno di un'esperienza sportiva incredibile. Di certo è impensabile (e inutile) fare grosse spese quando si è all’inizio di un percorso sportivo nuovo, perché così si perde il gusto del divertimento e soprattutto si possono commettere errori. I neofiti di questo sport però possono dormire sonni tranquilli, perché è possibile approcciarsi “economicamente” verso la scelta del materiale tecnico mantenendo un buon livello di qualità.

Scegliere la muta giusta

Cominciamo quindi dal nuoto e dalla scelta della muta, tallone d’Achille della quasi totalità degli amatori: come orientarsi al meglio senza incappare in scelte sbagliate? Durante una gara di triathlon la muta è quasi sempre consigliata per gli amatori (il regolamento stabilisce l’uso obbligatorio e/o facoltativo in base alla temperatura dell’acqua) perché consente di migliorare la galleggiabilità e la termoregolazione.

Tuttavia, le linee guida per scegliere le misure giuste di una muta non sono uniformi tra i diversi produttori, e si basano su parametri personali come altezza e peso. Senza contare poi la “vestibilità”, che nel caso della muta cambia in maniera sensibile da modello a modello influenzando significativamente anche la prima fase di gara, conosciuta come T1, l’uscita dall’acqua con la corsa fino alla zona cambio.

Muta da nuoto

Da qualche anno anche la ricerca scientifica ha cominciato ad interessarsi più da vicino al mondo del triathlon. E’ il caso dell’Università del Nevada, Las Vegas, che nel 2017 ha pubblicato uno studio legato agli effetti della muta sulla pressione sanguigna a riposo e sulla variabilità della frequenza cardiaca, considerando anche fattori come la postura (in piedi durante la frase di acclimatamento o pre-gara, o in acqua durante la fase natatoria) e le condizioni della muta. È importante, per gli atleti, essere consapevoli del fatto che le dimensioni del corpo possono influenzare parametri come la pressione sanguigna se, per esempio, viene indossata una muta troppo piccola. Oppure, il peso di un atleta può cambiare drasticamente durante il corso di una stagione o essere influenzato dallo stato di idratazione prima di una gara. Un atleta infatti può sovra-idratarsi prima dell'inizio della gara e pesare di più (e avere un volume maggiore) e la muta può essere temporaneamente troppo stretta. Senza entrare troppo nel dettaglio, i risultati evidenziati sono molto interessanti. Sebbene non esistano criteri empirici per quella che è considerata la “muta perfetta", sembra intuitivo che indossarne una troppo stretta possa provocare un aumento della pressione sanguigna. Nonostante questo studio sia stato eseguito su un solo modello di muta e con parametri “a terra” (muta non immersa o esposta all’acqua), il punto centrale di tutto questo lavoro è che indossare una muta che tende ad essere più piccola (ma sempre all’interno delle linee guida per l’altezza) influisce negativamente su parametri come la pressione sanguigna (i valori della pressione arteriosa media infatti, sono significativamente alti).

Scegliere la taglia giusta per una muta può diventare una vera e propria sfida per i triatleti perché, generalmente, molti acquisti vengono effettuati on-line senza nemmeno avere la possibilità di provare la muta e, sebbene i produttori spesso consentano scambi a costo zero, trovare la taglia giusta al primo tentativo è impresa ardua. Sono diversi i fattori da considerare al momento dell’acquisto, come il peso dell’atleta, che può cambiare anche dal momento in cui viene acquistata la muta. Sulla base dei risultati ottenuti dallo studio sopra descritto, gli atleti (specialmente quelli con ipertensione documentata) devono considerare come una muta aderente possa influenzare dei parametri fisiologici come la pressione sanguigna. 

E allora.. occhio alla taglia!

Il mio consiglio?

Quando possibile, provate sempre la muta prima di acquistarla (potete farvela prestare da un amico che ha un peso e un’altezza molti vicini ai vostri) e informatevi sulla rete riguardo i migliori brand presenti sul mercato delle mute da triathlon. Ce ne sono per tutte le caratteristiche e per tutte le tasche: in questo articolo per esempio trovate trovate le migliori 14 mute al mondo testate e valutate una per una.

Autore

Giacomo Petruccelli

Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università degli Studi di Camerino (Macerata) e Ph.D. in "Biochimica, Fisiologia e Patologia del Muscolo", oggi Giacomo coniuga la sua passione per il Triathlon ed il Trail Run con le sue competenze nel settore del Social Media Marketing e del farmaco. Ha collaborato in passato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera".

Autore di diverse pubblicazioni impattate su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, è un ex-obeso, ed è riuscito a dimagrire 55 kg grazie ad una grande forza di volontà ed abnegazione, nonché un amore grande per lo sport.

Sito web: www.triathlontime.com

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