Parigi-Roubaix: come allenarsi per LA granfondo Euroeyes Berlin Velothon

Parigi-Roubaix: come allenarsi per LA granfondo

Pensare ad un allenamento specifico, per un amatore, sarebbe una contraddizione nei termini. Chi come noi pedala alla ricerca di un mix di salute e turismo, dovrebbe farlo solo quando ne ha voglia, sul percorso più adatto al clima e alla forma del giorno, senza neanche guardare i dati e le prestazioni raggiunte.

Dovrebbe.

Obiettivi da porsi: LA granfondo

Invece, come è normale che sia, si tenta sempre di migliorare le proprie prestazioni, si guarda a Strava alla ricerca dei PR, e l’umore di giornata è in balia del numero di coppe raggiunte quando si carica il proprio GPX a fine giro. Lo stimolo non è più solo quello di “stare bene”, ma ci si pone degli obiettivi, che siano la conquista di vette violate dai pro al Giro o al Tour, o granfondo mitiche nel nome o nei luoghi.parigi roubaix

Ma quando la granfondo diventa LA granfondo, i luoghi diventano i Luoghi, allora l’allenamento diventa un obbligo al quale non si può rinunciare, ed è così che decido di farmi preparare delle tabelle di allenamento subito dopo aver inviato la mia iscrizione per la partecipazione alla Parigi Roubaix, la madre di tutte le classiche, l’inferno del Nord.parigi roubaix granfondo panorama

Come allenarsi per preparare la granfondo Parigi-Roubaix

L’allenamento che decido di affrontare si basa sostanzialmente sul semplice concetto di razionalizzare ed ottimizzare le attività che già faccio, ovvero: se già esco a correre, lavoriamo anche sui cambi di ritmo, se già vado in palestra, non facciamo solo cose a caso. In bici concentriamoci su lavori che abbiano senso nell’ottica di un percorso unico come quello che mi aspetta.parigi roubaix

La parola d’ordine è comunque quella di non esagerare per non arrivare scarico, sopratutto mentalmente, all’evento. Non farsi prendere dall’ansia di voler vedere miglioramenti velocemente, e di non farlo diventare un lavoro: se anche una sera piove e preferisco bere una birra al posto che andare a correre, va bene lo stesso, anzi.

Lavoro in palestra sulla potenza

Per una volta la mia massa di 85 kg (quando sono ottimista) non sarà un handicap reale: il percorso è piatto e bisognerà lavorare sulla potenza e su muscoli “accessori”, la parola d’ordine è CORE. Mi ritrovo così in palestra a fare esercizi alla Jane Fonda su palle sgonfie più o meno grandi per migliorare la stabilità ed essere pronto anche con schiena, addominali e braccia, all’inferno dei settori.parigi roubaix granfondo

Contemporaneamente è immancabile il lavoro alla pressa, dove mi accorgo che appena si forza un attimo con i pesi si comincia a sentire pizzicare le ginocchia. Da profano, l’errore da commettere non è quello di voler fare il macho e spingere pesi da 120 kg, ma di aumentare la frequenza ed il numero di “colpi”: in bici la forza bruta non serve, a meno che non si voglia provare a scalare il Mortirolo con il 54x11.

Salto di qualità senza stress

Gli esercizi in palestra, uniti ad un minimo di ripetute a fine corsetta mi fanno subito rendere conto di come il lavoro a “secco” faccia fare un salto di qualità pazzesco una volta risalito in bici, come sensazioni e come prestazioni.allenarsi per la parigi roubaix

Per pigrizia personale e per non perdere il gusto della pedalata tra amici, rinuncio quasi da subito alle ripetute come da tabella, lasciando l’allenamento vero e proprio solo a quando non pedalo. Unica concessione sul tema, mi alleno pedalando agile in salita, in ottica di non trovarmi ingambito a metà settore.

La morale? Va bene l’allenamento specifico se non diventa fonte di stress.parigi roubaix arrivo

Autore

BikeLikeALaker

Gio, Max e Simo tre ciclisti che vivono sul lago di Como e che girano abitualmente sulle strade che lo circondano. Raccontano le sensazioni che provano in sella alle loro bici, in strada o in montagna ed hanno scoperto che qualcuno legge le storie che scrivono, così continuano a scrivere e ad evolvere sia come ciclisti che come autori. 

Sito web: www.bklk.it

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