Non solo integratori Etape du Tour

Stavo per iniziare la salita all’Izoard, consapevole che sarebbe stata una salita di quelle che hanno fatto la storia, per cui decisi che il caldo che stavo sentendo dopo circa 110Km non era più sopportabile. Ero all’Etape du Tour 2017 e dopo aver superato il Col de Joux Plan dovevo scalare ancora il mito. Entrato all’ultimo ristoro per ripartire carico di carboidrati e liquidi, feci uno dei più grossi errori che mi porterò nel mio personalissimo bagaglio di esperienza.

Un errore da ricordare

Decisi di togliermi l’intimo tecnico che mi dava la sensazione di oppressione e permettere al mio corpo di raffreddarsi. Almeno così pensavo. Erano circa le 11 e il sole iniziava a scaldare, sentivo che il rischio sudorazione eccessiva poteva crearmi problemi.

Per arrivare all’attacco della salita dell’Izoard, si passa da una bellissima gola dove la strada sale dolcemente fiancheggiando un torrente alpino il cui letto è diviso dalla strada da un muretto in pietra. A ogni ansa della strada buttavo l’occhio verso il basso per scorgere l’acqua turchese e il refrigerio psicologico che pensavo ne potesse derivare.etape du tour 2

La salita al Passo inizia con una svolta secca a sinistra, dove la strada cambia pendenza e il fragore dei cambi lascia capire che non si tratta di uno strappo. Arrivo che siamo sempre più prossimi a mezzogiorno e la strada sale senza alcuna protezione dai raggi solari. È proprio in questo momento che capisco dell’errore fatto.

La maglia che indosso inizia a inzupparsi di sudore appesantendomi e rendendo la sudorazione quasi inefficace e quindi sempre più copiosa. Un circolo vizioso che mi porta a perdere liquidi sempre più in fretta e a richiederne altrettanti per compensare. Ma come ho imparato in altre circostanze c’è un limite alla quantità di liquidi che il nostro corpo è in grado di assorbire in un lasso di tempo.

Intimo tecnico sempre!

Rimpiango il mio intimo tecnico e mi rimprovero per l’errore commesso. Non era oppressione quella che sentivo e nemmeno un ostacolo alla sudorazione. Era anzi uno strato di salvataggio dove la creazione di un cuscinetto d’aria manteneva la temperatura a livelli accettabili. Ma ormai era troppo tardi. Per recuperare le forze rimasi dieci minuti all’ombra sotto un albero in compagnia di altri ciclisti che vedevo stremati più dal caldo che dal percorso.etape du tour

Mancavano solo 10Km per arrivare in cima all’Izoard, peccato che erano i chilometri più duri e più epici dove la strada raggiunge pendenze costanti e durissime. Senza contare che l’altitudine era ormai prossima ai 2.000 metri.

Una lezione che non dimenticherò più, l’importanza dell’intimo tecnico di qualità anche e soprattutto quando fa caldo per permettere al nostro corpo di sudare e beneficiare dei liquidi nella giusta quantità che possono essere assimilatati. Mai più senza.

Autore

BikeLikeALaker

Gio, Max e Simo tre ciclisti che vivono sul lago di Como e che girano abitualmente sulle strade che lo circondano. Raccontano le sensazioni che provano in sella alle loro bici, in strada o in montagna ed hanno scoperto che qualcuno legge le storie che scrivono, così continuano a scrivere e ad evolvere sia come ciclisti che come autori. 

Sito web: www.bklk.it

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