Infortuni nel triathlon: statistiche e prevenzione Infortuni nel triathlon www.trisportmag.com.br

Infortuni nel triathlon: statistiche e prevenzione

Di seguito vi propongo un'analisi degli infortuni che si subiscono nel triathlon ed una carrellata di buone pratiche per cercare di limitarli

Infortuni nel triathlon, prima o poi succede

La prima edizione dell’IRONMAN (3,8 km di nuoto, 180 km di bici e 42,195 km di corsa) ha avuto luogo alle Hawaii nel 1978 con 50 partecipanti. Da allora sono passati 39 anni, e questo sport è cresciuto sempre di più sia per popolarità che per praticanti. Ma è aumentato anche il numero degli infortuni, molto diversi tra loro ma sempre più comuni tra i triatleti. Diversi sono stati gli studi che hanno esaminato la relazione tra infortuni e molti altri fattori quali sesso, età, altezza, peso e indice di massa corporea, che non hanno però mostrato correlazione con l’instaurarsi di un infortunio. Il rapporto tra volume di allenamento e infortuni invece, ha mostrato risultati non molto coerenti, e questo potrebbe essere dovuto a diversi fattori nella programmazione degli allenamenti, sempre più mirata e affinata. La letteratura scientifica recente evidenzia la complessa relazione che c’è tra i fattori di rischio e l’insorgenza di infortuni.

Gli studi sul tasso di infortuni accorsi ai triatleti dell’Ironman lunga distanza indicano che questi sono comuni, e dal punto di vista analitico, anche molto interessanti. Ecco qualche esempio:

  • in uno studio su 174 atleti, l'87% ha sofferto di qualche forma di infortunio da sovraccarico durante un periodo di allenamento di 26 settimane
  • in uno studio su triatleti che gareggiano in tutte le distanze, il 62% ha avuto almeno un infortunio nella stagione precedente
  • in uno studio su 656 partecipanti ad una delle gare europee del circuito Ironman, quasi il 75% ha riportato almeno un infortunio da quando ha cominciato a praticare triathlon

Andando a ritroso nel tempo (e nella letteratura scientifica), uno dei più alti tassi di infortuni è stato evidenziato in uno studio del 1989 dell’Università del Tennessee, che ha raccolto i pareri dei partecipanti alla finale dell’Ironman World Championship delle Hawaii. Il 91% degli intervistati dichiarò di aver subito almeno un infortunio nell'ultimo anno.

Infortunio o riacutizzazione?

Oltre a una definizione specifica dell’infortunio, è importante stabilire ciò che costituisce un nuovo infortunio rispetto ad una condizione di cronicità che si instaura su un infortunio preesistente e curato male o sottovalutato. Un team di ricercatori di Canada, Norvegia e Olanda ha presentato ad inizio 2017 un lavoro in cui mette in evidenza un livello multi-stato per differenziare un nuovo infortunio da una riacutizzazione. Si definisce “nuovo infortunio” quella condizione in cui un atleta si sposta dal suo stato attuale ad uno meno sano a causa di un esercizio fisico che ha dato dei problemi. Tra le cause principali di “non guarigione” c’è quella di continuare ad allenarsi mentre si sta contemporaneamente curando l’infortunio. Anche il tipo di infortunio che un triatleta può subire è variabile, tuttavia la maggior parte degli studi pubblicati riporta che la parte inferiore del corpo è quella più soggetta all’instaurarsi di infortuni: ginocchio, polpacci, lombari e spalla i punti più colpiti.

Infortuni nel ciclismo

© capovelo.com

Occhio al ciclismo!

E poi ci sono le tre discipline, nuoto, bici e corsa, che possono essere teatro di infortunio. Alcuni studi, per esempio, hanno esaminato i pareri di molti atleti facendo una sorta di classifica sulla disciplina dove si riscontrava il maggior numero di infortuni. Non hanno sorpreso i dati: il maggior numero di infortuni avviene durante il ciclismo (senza distinzione tra infortunio acuto o da sovraccarico). Inoltre, il tasso di infortunio nel ciclismo e nella corsa (negli atleti di tutte le distanze) è pressoché lo stesso (43% contro il 50%), mentre quello del nuoto è del 7%. Gli infortuni nella corsa però sono i più gravi.

L'importanza del recupero

Anche il recupero riveste un ruolo importante nella prevenzione degli infortuni e nel sovrallenamento. Con l'allenamento viene applicato un carico all'organismo che produce adattamenti positivi che consentono di sopportare un aumento dello stress nel tempo. Tuttavia, quando il carico è troppo grande e il recupero insufficiente, le prestazioni diminuiscono. Questo deficit di recupero e calo delle prestazioni è stato definito come overreaching, la condizione nella quale gli atleti si allenano oltre le loro capacità di adattamento a quell'allenamento. Se l’overreaching continua senza un adeguato riposo e recupero allora si sviluppa la sindrome del sovrallenamento, i cui sintomi comprendono affaticamento, cambiamenti dell'umore e prestazioni ridotte.

COME PREVENIRE?

  • 2/3 sedute di palestra a settimana
  • Integrazione giornaliera con Omega3 di alta qualità
  • 2 bustine al giorno (1 appena svegli e 1 prima di andare a dormire) di MG.K Vis Magnesio-Potassio
  • Affidarsi ad un allenatore competente che possa preparare una tabella di allenamento per obiettivi (NO al fai da te!)
  • Programmare dal massaggiatore sportivo 1 massaggio gambe ogni 3 settimane e 1 dopo la gara (1-2 giorni dopo)
  • Un paio di giorni di riposo assoluto ogni 4 settimane di allenamento
  • Un giorno di riposo “attivo” a settimana (nuoto sciolto con un po’ di tecnica, senza fare volume)
  • Concedersi qualche “sgarro” a tavola almeno 1 volta al mese e sicuramente dopo la gara! ;-)

Bibliografia

journals.lww.com/acsm-csmr/fulltext/2017/11000/Triathlon_Injuries___Transitioning_from_Prevalence.9.aspx

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23902775

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Autore

Giacomo Petruccelli

Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università degli Studi di Camerino (Macerata) e Ph.D. in "Biochimica, Fisiologia e Patologia del Muscolo", oggi Giacomo coniuga la sua passione per il Triathlon ed il Trail Run con le sue competenze nel settore del Social Media Marketing e del farmaco. Ha collaborato in passato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera".

Autore di diverse pubblicazioni impattate su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, è un ex-obeso, ed è riuscito a dimagrire 55 kg grazie ad una grande forza di volontà ed abnegazione, nonché un amore grande per lo sport.

Sito web: www.triathlontime.com

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