In bici tra arte, sentimento e storia Panorama Silvi Marina

In bici tra arte, sentimento e storia

Mi piace molto una frase di Lord Byron, poeta e politico inglese dell’800: "Tu che sei in viaggio non sei su una strada, la strada la fai tu andando."

Credo che la bicicletta sia uno dei pochissimi mezzi di locomozione che ci permette di riscoprirci e rinnovarci nel profondo, dandoci sempre un punto di vista differente sul mondo che ci circonda, sempre nuovo e con quella voglia irrefrenabile di scoperta. Oggi vi porto a scoprire un angolo di Abruzzo, non molto distante dal mare, facente parte dell’entroterra teramano, un territorio custode di storia, arte e antiche tradizioni.. culinarie incluse!

Partendo da Pescara (città natale del poeta Gabriele d’Annunzio) e procedendo in direzione nord, si attraversa prima Montesilvano (territorio storicamente di epoca romana dove nel 1468, a seguito di un evento ritenuto miracoloso, fu eretta la chiesetta dedicata alla Vergine del Carmelo) per poi immettersi sulla trafficata Strada Statale 16 Adriatica, quella che collega i maggiori capoluoghi della costa e che è definita “la più lunga strada statale italiana.”

Poco prima di arrivare alla Torre di Cerrano, situata nel comune di Pineto e a ridosso del confine con Silvi Marina (la torre è appartenuta per secoli a Silvi ed era un’antica fortezza cinquecentesca che serviva per difendere il ducato degli Acquaviva dall’invasione dei pirati Turchi e dai Saraceni) c’è una deviazione a sinistra che porta a Silvi paese, conosciuta anche come “Silvi Alta”, e la cui origine del nome vede contrapporsi due correnti di pensiero: Silvae, per l’abbondanza di boschi e dio Silvano, antico nome delle foreste.

Silvi Alta

Silvi Marina nasce nel 1931, dopo aver ottenuto la tanto desiderata indipendenza dalla città di Atri. Le fonti più certe la legano indissolubilmente alla vicina Atri, che fu conquistata nel 290 a.C. dai Romani, così come Silvi paese, meraviglioso borgo collinare protetto dalle mura per difendersi dalle invasioni provenienti dal mare, troppo piccolo per una storia antica propria. Il primo strappo in salita è di circa 8 km con una pendenza che varia dal 4% al 6% in quasi 500 metri di dislivello positivo. I tornanti, a volte aspri e a volte più morbidi, aprono lo sguardo su un panorama mozzafiato, la sottostante Silvi Marina e l’enorme distesa di spiaggia con l’azzurro del mare a fare da cornice alla Torre di Cerrano.

Giunti a Silvi paese ci si trova di fronte l’antica Chiesa di San Salvatore che apre le porte al quasi obbligato passaggio all’interno dell’antico borgo. E’ impossibile non rimanere affascinati dalla storia che si respira tra i vicoli stretti ricolmi di fiori, antichi portoni e case in pietra (foto 3). Proprio tra queste vie, dal primo venerdì dopo la metà di luglio fino al martedì seguente, c’è un avvenimento a cui non si può mancare se ci si trova in Abruzzo; una mostra per le vie cittadine delle “arti e dei mestieri di una volta” per rivivere il passato dell’antica terra abruzzese. Un momento di festa dove si chiudono gli occhi e si viaggia nel tempo rievocando usi e costumi della vita quotidiana abruzzese in un alternarsi di suoni, racconti, colori, sapori e mestieri, quelli della gente di Silvi: il marinaio, il falegname, il fabbro, la tessitrice, il contadino.

Pedalando per i vicoli si arriva al famoso Belvedere una piccola piazzetta da dove si può ammirare in silenzio e con tanta emozione il panorama meraviglioso sull’Adriatico, da Ancona alle Isole Tremiti, e sul Gran Sasso

Belvedere di Silvi Alta

Proseguendo per circa 15 km verso l’interno sulla Strada Provinciale 53 si arriva ad Atri, trimillenaria città d’arte dell’Abruzzo adriatico che dà il nome all’omonimo mare. 

In bici in Abruzzo

Atri è considerata uno dei centri storicamente ed artisticamente più significativi dell’Italia centro-meridionale, e anche in questo caso, l’arrivo è “leggermente” in salita. Di epoca romana (l’imperatore Adriano la riteneva la sua seconda patria), Atri è un pullulare di monumenti, musei, piazze, Chiese, palazzi storici e vicoli caratteristici, un vero tuffo nel passato da fare in sella alla vostra fedele compagna di viaggio; il centro storico ben conservato, ordinato e ricco di piante e fiori (molte volte premiato da Italia Nostra, associazione di salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali) hanno fatto sì che Atri venisse proclamata a tutti gli effetti città d’arte.

Atri

Tra le tante bellezze da poter ammirare c’è sicuramente Piazza Duomo con la sua Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, monumento nazionale dal 1899 e costruita a partire dal 1260, per essere finita nel 1305, uno dei monumenti simbolo dell’Abruzzo che al suo interno contiene tantissimi affreschi di una bellezza indescrivibile e che si presenta all’occhio del visitatore con un grande portale, un grande rosone e una nicchia con una statua della Madonna con Bambino di Raimondo del Poggio e Rainaldo d’Atri (capostipiti della grande scuola “Atriana” di scultura e pittura).

Tra i vicoli di Atri

Annessa alla concattedrale invece, c’è la Chiesa di Santa Reparata che contiene un grande tesoro: il pesantissimo baldacchino realizzato da Carlo Riccione, intagliatore, scultore e allievo del Bernini. La strada di fianco alla Chiesa apre la via verso una lunga discesa “da brivido” (quasi 8 km dove si sfiorano i 60 km/h) che riporta a Pineto, dove è possibile riprendere la Strada Statale 16 Adriatica, tornare verso Silvi Marina ed ammirare da vicino la maestosa Torre di Cerrano; un’opzione interessante potrebbe essere quella di fermarsi nella grandissima spiaggia di Cerrano (Bandiera Blu) per un bagno ristoratore, prima di dirigersi nuovamente verso Pescara.

Chiesa di Santa Reparata

Un’altra opzione invece, se si vuole fare un allenamento “lungo” (magari in preparazione ad un ironman), è quella di fare il giro due volte.. sì, perché questo piccolo e bellissimo viaggio in bici misura 87 km e poco più di 500 mt. D+! Andare alla scoperta di un angolo di mondo che non si conosce, è sempre una potente affermazione di libertà che ci obbliga a guardarci intorno godendo del tempo e dei luoghi, è sempre un avanzare in modo naturale nel ritmo frenetico della vita moderna.

La bici è uno stato d’animo che ci “porta ad essere curiosi” e ci “riporta ad una coscienza felice.” Curiosità e felicità viaggiano in sella | Giacomo Petruccelli

Autore

Giacomo Petruccelli

Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università degli Studi di Camerino (Macerata) e Ph.D. in "Biochimica, Fisiologia e Patologia del Muscolo", oggi Giacomo coniuga la sua passione per il Triathlon ed il Trail Run con le sue competenze nel settore del Social Media Marketing e del farmaco. Ha collaborato in passato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera".

Autore di diverse pubblicazioni impattate su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, è un ex-obeso, ed è riuscito a dimagrire 55 kg grazie ad una grande forza di volontà ed abnegazione, nonché un amore grande per lo sport.

Sito web: www.triathlontime.com

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