Il triathlon: tutta una questione di.. spalle! Cuffia Rotatori factorymedia.com

Il triathlon: tutta una questione di.. spalle!

L’ho scritto già diverse volte negli ultimi tempi. Il triathlon è davvero uno sport entusiasmante, in grado di insegnarti molto anche nella vita di tutti i giorni. Essere un vero triatleta vuol dire non solo avere la forza fisica e la determinazione per allenare tre discipline diverse tra loro ma anche, e soprattutto, la capacità di sapersi organizzare la giornata, di non sprecare nemmeno un minuto di tempo, di vedere le cose sempre positivamente e di sapere affrontare i momenti di difficoltà a viso aperto e.. con le spalle larghe!

Ed è proprio di spalle, e della loro importanza, che ho voluto scrivere in questo articolo.

Dal punto di vista anatomico la spalla è composta da 3 strutture ossee principali - scapola, clavicola e omero - che uniscono il braccio al torace permettendogli di fare movimenti di adduzione e abduzione, e di dare protezione e resistenza al dorso. Inoltre, le spalle accompagnano durante il movimento rotativo anche tutta la struttura muscolare direttamente collegata, formando un complesso muscolo-tendineo che fissa e stabilizza l’articolazione scapolo-omerale conosciuto come cuffia dei rotatori, quattro muscoli e rispettivi tendini che avvolgono letteralmente la testa dell’omero che, insieme alla cartilagine, consentono un movimento fluido ed indolore della spalla permettendole di rimanere perfettamente in posizione.

Ed è proprio la cuffia dei rotatori una delle spine nel fianco di molti triatleti amatori che trascurano quasi totalmente l’allenamento in palestra - e in particolare di questa parte del corpo - salvo poi rendersi conto, dopo lesioni di diversa entità, che forse era meglio prevenire piuttosto che curare.

Lesioni della cuffia dei rotatori: sintomi e rimedi preventivi

I sintomi di una possibile lesione alla cuffia sono abbastanza chiari e possono derivare da più situazioni, anche collaterali. In generale, questo tipo di lesione compare maggiormente in atleti amatori di età superiore ai 40 anni che percepiscono un dolore nella parte anteriore della spalla che si irradia lungo tutto il braccio. Può risultare difficoltoso persino sollevare la spalla o cercare di raggiungere con la mano degli oggetti posizionati più in alto rispetto al piano di riferimento. O ancora, il braccio può risultare debole impedendo le normali attività quotidiane come per esempio asciugarsi i capelli con il phone o allacciarsi il reggiseno.cuffia rotori

Se poi si continua a praticare sport, in particolare il nuoto, essendo incuranti dei primi sintomi, allora si rischia che la lesione diventi trauma fino a cronicizzazione dell’infortunio che spesso si manifesta con una sensazione di blocco quasi totale della spalla e immediata debolezza del braccio ad essa collegato. Tra i rimedi preventivi più efficaci c’è sicuramente quello di allenare le spalle in palestra con esercizi mirati per la cuffia dei rotatori.

Uno dei più conosciuti e, purtroppo, meno praticati dalla stragrande maggioranza di triatleti amatori, è quello che viene eseguito con l’aiuto di una fascia elastica (vanno benissimo quelle che si trovano da Decathlon, suddivise in base alla resistenza, morbida, media e dura a seconda dell’intensità che si vuole applicare) che va a rinforzare la cuffia dei rotatori e a ridurre sensibilmente la possibilità di infortunio. Un altro rimedio preventivo è sicuramente quello di fare qualche esercizio di stretching immediatamente prima di tuffarsi in vasca per l’allenamento a nuoto. Nuotare “a freddo” infatti, aumenta sensibilmente il rischio di infortunarsi più o meno seriamente.cuffia rotatori

Relazione tra lesione della cuffia dei rotatori e uso delle palette in piscina

Palette si? Palette no?

Tra gli accessori natatori utilizzati dai triatleti per migliorare la bracciata, allenando la parte superiore del corpo, ci sono le palette, croce e delizia di molti allenatori. Sono fatte di materiale plastico (più o meno resistente a seconda del modello e del prezzo), dotate di lacci o stringhe per essere fissate alle mani. paletteDa un lato c’è chi le utilizza (anche abusandone a volte) per potenziare il lavoro delle braccia, dall’altro chi invece preferisce farne un uso decisamente centellinato.

Chi ha ragione? Un gruppo di ricerca del Münster University Hospital (Germania) ha pubblicato proprio due mesi fa un’analisi retrospettiva sui fattori di rischio che portano all’insorgere di lesioni acute e sindromi da sovraccarico della spalla nei triatleti amatoriali, con l’obiettivo di identificare potenziali misure preventive. Lo studio epidemiologico ha riguardato quasi 200 triatleti amatori nel periodo compreso tra giugno e agosto 2013, valutando le abitudini in allenamento e in gara nonché la presenza di lesioni acute alla spalla e di un uso eccessivo delle stesse. I risultati sono stati abbastanza chiari: 12 soggetti (6%) hanno riportato lesioni acute, mentre 36 soggetti hanno riportato una lesione da uso eccessivo di palette. Nessuna correlazione tra età, altezza, peso, indice di massa corporea ed eventi simili pregressi. Ma c’è un però; gli atleti di sesso maschile hanno mostrato una tendenza superiore ad essere soggetti a lesioni acute rispetto alle donne. Inoltre, quelli con lesioni acute hanno trascorso molto più tempo in palestra allenandosi con i pesi (e quindi peggiorando la situazione) - aumentando anche il volume dell’allenamento in bicicletta - mentre quelli con lesioni da uso eccessivo di palette hanno avuto la tendenza a partecipare ad un maggior numero di gare.

Palette si ma… con equilibrio!

Le conclusioni del lavoro del gruppo di ricerca tedesco non hanno lasciato molti dubbi al riguardo. L’uso eccessivo delle palette durante l’allenamento in piscina sembra essere un fattore di rischio per lo sviluppo di lesioni alla cuffia dei rotatori, mentre l’aumento dei pesi in palestra e del volume di allenamento in bici sembra essere associato a un più alto tasso di lesioni acute.

Il consiglio che mi sento di dare è sempre lo stesso: non fatevi prendere dal panico se subite un infortunio di questo tipo. Ragionate a mente fredda e prendetela con filosofia, imparando dagli errori. Non continuate ad allenarvi sottovalutando il problema, perché alla lunga una lesione acuta diventerà sicuramente cronica, costringendovi a periodi di stop ben più lunghi e a considerare, nella peggiore delle ipotesi, un intervento chirurgico.

Autore

Giacomo Petruccelli

Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università degli Studi di Camerino (Macerata) e Ph.D. in "Biochimica, Fisiologia e Patologia del Muscolo", oggi Giacomo coniuga la sua passione per il Triathlon ed il Trail Run con le sue competenze nel settore del Social Media Marketing e del farmaco. Ha collaborato in passato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera".

Autore di diverse pubblicazioni impattate su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, è un ex-obeso, ed è riuscito a dimagrire 55 kg grazie ad una grande forza di volontà ed abnegazione, nonché un amore grande per lo sport.

Sito web: www.triathlontime.com

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