Giro del lago di Como in bici Bellagio

Il mio primo giro del lago di Como in bici è stato quasi un dramma. Ho provato la mia prima crisi di fame e sono caduto lungo un tornate a Bellagio, all’intersezione tra la strada del lago e quella che scende dal Ghisallo, un posto mitico per lasciare i miei primi strati di pelle sull’asfalto.

Il ramo di Como

Si tratta comunque di dettagli (più o meno rilevanti), come il compagno di viaggio che per l’intero giro ha strappato, tirato e spinto sui pedali come se invece di un giro di 160Km si stesse affrontando una banale sgambata di giornata.

La partenza e la fine del giro sono per me a Como. Si affronta il giro del lago in senso orario salendo verso Menaggio, un primo tratto classico da giro della domenica mattina, che assicura splendidi panorami e scorci del lago per me più bello, fatto di anse, montagne verdi e poche auto sulle strade.

Per chi la volesse prendersela comoda, a Menaggio ci si può fermare per il primo rifornimento di giornata: brioche e cappuccino di livello con un’ampia scelta nella piazza principale del paese e tavolini che permettono di godersi l’incrocio dei tre rami del lago.giro del lago di Como in bici - Menaggio

La particolarità di questa parte del lago è che non è mai piatta. Alla fine del giro del lago di Como in bici si coprono 1.200m di dislivello, il 50% lo si affronta in questa parte e sulla strada che da Bellagio riporta verso Como. Dettagli da non trascurare per dosare le forze in un giro che non è mai banale nello sforzo necessario per completarlo.

La parte che da Menaggio porta in alto lago la si copre sulle alternative alla strada principale, che corre all’interno di lunghe gallerie che noi ovviamente evitiamo per godere dei panorami e di una conquistata libertà su strade che grazie all’arteria veloce si liberano e diventano poco frequentate. In questa parte di lago alla vista di una galleria cercate immediatamente l’alternativa laterale che corre lungo il lago di Como, magari più lenta ma ovviamente senza paragoni per la salute e la vista.giro del lago di Como in bici - Laglio

La cima del lago è sancita dal superamento del ponte del Passo sul fiume Mera. Da qui iniziano alcuni drittoni che ci portano verso Colico e che dobbiamo superare facendo attenzione alle auto, che corrono a velocità sostenuta nella strada stretta. Dopo un paio di rotonde da hinterland milanese, si entra in Colico dove normalmente noi ci fermiamo per la foto di rito sulla spiaggia vicino al circolo della vela. Ma se siete alla ricerca di uno stop caffè i paesi che seguono sono sicuramente più suggestivi e ricchi di bar che regalano le giuste soddisfazioni: Bellano e Varenna su tutti.

La sponda di Lecco

Il lato “lecchese” del giro del lago di Como in bici lo si copre nella metà del tempo, grazie alla costa meno tortuosa che permette di arrivare a Lecco con una linea più diretta, con una seconda parte della strada dimenticabile, dove si rimane senza vista sul lago e che nella sua parte finale costringe a una pedalata veloce lungo la superstrada 36. Qui cerco sempre di levarmi il più velocemente possibile tenendo media alte per rendermi meno di impaccio alle auto che corrono a 100Km/h a qualche metro da noi. 10’ da incubo è vero, che però non si possono evitare per godere di tutto il resto…giro del lago di Como in bici - Gravedona

A Lecco possiamo decidere se puntare direttamente su Como, per un giro che si accorcia a 140Km o salire verso Bellagio per il giro completo. A Valmadrera altra sosta rifornimento, per cui in assenza di barrette possiamo fermarci alla gastronomia del posto che regala sempre manicaretti ricchi di carboidrati e dove nel mio primo giro ho trovato ristoro dopo una crisi di fame: patate e riso mi hanno dato la forza per arrivare fino a casa.

Il triangolo lariano

La strada verso Bellagio è un invito a pedalare veloce. Perfetta nell’asfalto ricca di brevi sali e scendi, con curve a strapiombo sul lago. Uno dei tratti migliori del giro, dove anche le auto quasi svaniscono.

Prima di entrare a Bellagio dobbiamo superare uno strappo non banale che dopo più di 100km nelle gambe inizia a lasciare qualche conseguenza nei quadricipiti. È proprio al termine di questo strappo che sulla discesa seguente ho provato in pieno inverno la mia prima caduta, per fortuna senza conseguenze.

Per non entrare in Bellagio e proseguire lungo il percorso più veloce occorre girare a sinistra prima dell’ingresso nel paese. Se invece volete godervi il paese con le strade che si inerpicano tra negozietti e bar allora potete arrivare alla punta per ammirare la vista verso la parte Nord del lago.giro del lago di Como in bici - Cadenabbia

Il rientro finale a Como non pensate sia una passeggiata, anzi. La strada qui è un continuo mangia e bevi, con tratti di salita anche duri. Sforzi ripagati da scorci e panorami mozzafiato sulle montagne della Val d’Intelvi e sui paesi che abbiamo superato subito dopo la partenza. Superiamo Nesso da cui parte la salita alla Colma, uno sguardo veloce per il mito. Arriviamo allo strappo di Faggeto che sancisce la vera fine degli sforzi veri per concludere il giro con la discesa verso Torno dove se lo desideriamo possiamo fermarci per l’ultimo caffè della giornata nella piazzetta di fronte al lago al Bar Italia, prima di ripartire per gli ultimi chilometri verso l’arrivo a Como.

Qui l’attività Strava: https://www.strava.com/activities/698969291

Autore

BikeLikeALaker

Gio, Max e Simo tre ciclisti che vivono sul lago di Como e che girano abitualmente sulle strade che lo circondano. Raccontano le sensazioni che provano in sella alle loro bici, in strada o in montagna ed hanno scoperto che qualcuno legge le storie che scrivono, così continuano a scrivere e ad evolvere sia come ciclisti che come autori. 

Sito web: www.bklk.it

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