Dolomiti senza auto: un itinerario in Val Badia Lontano dalla pazza folla

Dolomiti senza auto: un itinerario in Val Badia

Da Corvara a Corvara, Alta Badia, un anello di 90 km e quasi 2000 m di dislivello per percorrere le strade delle Dolomiti senz'auto, moto e camper, per vivere anche d’estate il piacere di pedalare su e giù per i Monti Pallidi.

Quando finirà l'assalto?

In estate, è risaputo, i passi dolomitici sono presi d’assalto da frotte di automobilisti, motociclisti, camperisti e chi più ne ha più ne metta. Pedalare su quelle strade meravigliose è praticamente impossibile. Finché le amministrazioni locali non prendono seri provvedimenti, chiudendo le strade a ore e inserendo pedaggi che darebbero enorme impulso al turismo locale, è dura per gli amanti delle due ruote silenziose.
Se i responsabili del turismo smettessero di guardare al bieco profitto immediato e aprissero gli occhi oltre gli effimeri vantaggi, farebbero bingo. Quali altri siti montani possono offrire uno spettacolo come quello delle Dolomiti? Tutto il mondo a pedali convergerebbe qui. In ogni caso, con un po’ di buona volontà, è possibile scovare itinerari alternativi altrettanto meravigliosi e che riconciliano il ciclista con il paesaggio sublime dei Monti Pallidi.
sass putia

Alla ricerca delle Dolomiti senza auto

La partenza è da Corvara, Alta Badia: direzione San Martino in Badia, paese natale del grande Gilbert Prousch che, insieme a George Passmore, ha creato una delle coppie più celebri dell’arte contemporanea, Gilbert & George appunto. I primi venti chilometri sono trafficati, però in discesa, quindi veloci. All’altezza di San Martino inizia il bello. Si gira verso il passo delle Erbe, strada altrettanto stupenda, e si prende una stradina sulla destra che si chiama Miri e che va in direzione Antermoia. Dimenticatevi i disagi creati dal traffico, i clacson, la puzza dei freni surriscaldati, il rombo delle moto: da adesso in poi solo il rintocco di sparuti campanacci e tanto sudore. Perché la salita è di quelle serie, fino su ad Antermoia.
Intorno, il lavoro dei contadini è di tutto rispetto e, tra una rampa e l’altra, è possibile scorgere paesaggi che spaziano dalla Gardenaccia al Sasso della Croce, fino ad ammirare la piramide solitaria del Putia che a un certo punto appare in tutta la sua bellezza.
beata solitudine
Di nuovo sulla strada del passo delle Erbe, ma solo per poche centinaia di metri: appena si scorge l’indicazione, si svolta di nuovo sulla destra in direzione di Rina. Qui inizia un tratto in saliscendi fra prati, boschi e profumi autentici che è di bellezza rara. Prima di giungere a Rina si svolta a sinistra e si entra in Tintal, valle secondaria quanto sconosciuta. Si prosegue per La Ciasa, Onies di Dentro e si discende fino a Montana, vicino a Longega. Si oltrepassa lo stradone che viene giù dalla Val Badia e ci s’immette di nuovo in una strada priva di traffico e si sale verso Anderlemoar. Da qui in poi è un alternarsi di aperture che guardano la valle di Marebbe e tratti immersi in radure boschive che d’estate recano frescura, ombra e ossigeno.
valle di marbbe
Pieve di Marebbe e poi San Vigilio di Marebbe, località turistica che mantiene ancora un fascino discreto. Si pedala qualche chilometro sulla strada che va a Longega per poi immettersi, svoltando a sinistra, nella nuova ciclabile che porta a Piccolino, paese poco prima di San Martino in Badia. L’intenzione, a detta degli amministratori locali, è di creare prima o poi una ciclabile della Val Badia che si colleghi alla ciclabile della Val Pusteria. Speriamo più prima che poi. Da San Martino si ritorna verso Corvara facendo un tratto della strada statale, compresi i tornanti che portano a Badia, per poi immettersi nella strada bianca che prima di Badia si trova sulla sinistra. E’ una strada che prosegue fino a Corvara, sterrata ma assolutamente pedalabile anche con bici da corsa.
Percorrerla è il modo migliore per evitare il traffico e per concludere un grande giro alla scoperta di paesaggi secondari ma non per questo minori.
sassongher da Corvara
Trovate la traccia GPS di questo itinerario a questo link.

Autore

Francesco Ricci

Scrittore, copywriter, ciclopensatore, Francesco Ricci ha pubblicato Il ’68 a pedali, diario di un ciclista immaginario che corre il Giro d’Italia a fianco di Eddy Merckx; Bella ciao, ricostruzione, tra storia e finzione, di un breve e tragico amore nell’estate del 1944; Velopensieri, riflessioni transitorie sul pedalare, cosa che fa da oltre vent’anni quando e appena può; Fatto di sangue, il doping nel ciclismo rappresentato per la prima volta in una fiction romanzesca. Ha realizzato per RAI Alto Adige Riparare la terra, documentario in memoria di Alexander Langer.

Sito web: www.biciclettecosmiche.it/

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