Dolomiti di Zoldo, la porta delle Dolomiti Baita Angelini un vero balcone sui monti di Zoldo

Dolomiti di Zoldo, la porta delle Dolomiti

Le Dolomiti di Zoldo possono essere considerate la “Porta delle Dolomiti” data la loro vicinanza alle più importanti vie di comunicazione. Dette anche Dolomiti sud-orientali, queste belle montagne si trovano in provincia di Belluno.

Racchiuse in questo territorio vi sono alcune delle principali e più note cime delle Alpi orientali come il Monte Pelmo 3168 mt e il Monte Civetta 3220 mt. Tutta la zona compresa nel comprensorio del Civetta è piuttosto frequentata in particolar modo nella stagione invernale da turisti e vacanzieri, grazie ai numerosi impianti di risalita.

Dolomiti di Zoldo non vuol dire però solo sci e nemmeno solo Pelmo e Civetta!

Gruppi di montagne meno elevate ma dal grande fascino e sicuramente più selvagge chiudono la Val Zoldana verso sud: Bosconero, Spiz di Mezzodì, San Sebastiano-Tàmer.

Colcerver piccolo paese disabitato punto di partenza dell’itinerario per la Baita Angelini

Questi monti “minori” più defilati e dai nomi intriganti offrono numerosi percorsi escursionistici di grande bellezza lontano dal turismo di massa. Tra queste montagne anche in “alta stagione” non è raro trascorrere intere giornate di silenzio immersi nel bosco, contornati dalle imponenti facciate dolomitiche.

In base al proprio allenamento e alla voglia di camminare, trovare l’escursione giusta da queste parti non è assolutamente un problema: potrai concederti una rilassante passeggiata di una mattinata senza dover affrontare dislivelli impegnativi come ingaggiarti in itinerari di spessore anche di più giorni dormendo in bivacchi o piccole baite.

Uno degli itinerari che ti consiglio e che a me è piaciuto particolarmente per l'ambiente davvero straordinario si trova nel gruppo del Tamer.

L’itinerario ha come meta la Baita Angelini 1680 mt, una piccola e graziosa baita in muratura da dove si domina l’intera valle con una vista superlativa sul Monte Pelmo.

Baita Angelini 1680 durante una nevicata primaverile

Le principali tappe sono:

Colcerver - Laghetto Al Vach - Baita Angelini 

L’itinerario è facilmente percorribile in mezza giornata e si può decidere se ritornare lungo il percorso d'andata o chiudere un giro ad anello più lungo ma molto interessante ritornando a Colcerver passando per la forcella De Le Caure e per la forcella De la Val Dei Barance. Il terreno e l'ambiente sono tutt'altro che monotoni: si passa dal bosco di faggi, al laghetto, fino alla risalita di un torrente asciutto. Nonostante il percorso sia ben segnalato è necessario fare attenzione a tracce e ad altri sentieri che potrebbero incrociare il nostro, inoltre nell'ultima parte del percorso le slavine tendono a fare parecchi danni durante il periodo invernale rischiando di abbattere la segnaletica rendendo più impegnativo l'orientamento. Tuttavia il sentiero non presenta tratti particolarmente esposti o pericolosi.

laghetto il vach

Come arrivare alla Baita Angelini: descrizione del percorso

Dalla piccola e caratteristica località di Colcerver (msl 1221) seguire attraverso il fresco sottobosco di faggi il sentiero numero 538 che interseca più volte un piccolo ruscello fino a quando quest'ultimo scompare. Più avanti il sentiero si allarga permettendo di camminare su di un ampia e comoda mulattiera, la vegetazione cambia gradualmente fin quando ci si ritrova immersi tra gli abeti. Dopo aver superato un grande spiazzo sulla mulattiera si prosegue per una decina di minuti fino a trovare le indicazione per il laghetto “Al Vach”. Proseguire seguendo la traccia che porta tramite piacevoli saliscendi allo specchio d'acqua alimentato da una cascata a 2 minuti di cammino più a monte, la quale scende da alcune pareti di roccia denominate Crepe dei Rondoi. Continuare a sinistra dove il sentiero continua nel sottobosco portando ben presto a raggiungere un canalino formato dal letto di un piccolo torrente che si risale per una decina di minuti fino a ritrovarsi al di sopra delle pareti precedentemente citate, al termine dei ghiaioni che scendono dal Coston de la Gardesana.

Proseguire ancora per poco su di un piacevole fondo soffice coperto di aghi di pino che ben presto lascia spazio a quello composto da pietrisco e i bassi pini mugo. Inizia qui l'ultima tratta del percorso, quella leggermente più impegnativa perché più ripida e stretta. Terminato quest'ultimo strappo ci troviamo di fronte all'ultimo traverso a pendenza quasi nulla, costeggiamo dei costoni di roccia sulla nostra sinistra mentre sulla destra un pendio molto ripido ci mantiene sull'attenti. Aggirato infine un ultimo pilastrino che copre la visuale si avvista la baita.

Situata ai margini di un boschetto, è costruita completamente in legno, al suo interno si trovano:

  • 6 posti letto
  • Sedie e tavolo (più bel tronco, tagliato per lungo, che fa da panca sotto la parete destra)
  •  
  • Camino in pietra 
  •  

Vicino alla baita si trova un piccolo ruscello da cui è possibile attingere l'acqua, non manca nemmeno la legna della quale ci si può rifornire nel bosco dietro il ricovero.

Oltre alla piacevole accoglienza all'interno del monolocale, ciò che forse ricompensa maggiormente del dislivello percorso è la visuale che si ha da qui. Seduti sul massiccio tavolo all'esterno della baita infatti si può godere di una bellissima vista sui monti della Val Zoldana oltre che su parte delle Dolomiti Ampezzane. Spiz di Mezzodi, Sfornioi, Sasso di Bosconero, Cristallo, Pelmo, Antelao, Tofana di Mezzo riempiono a 180 gradi il panorama che ci si staglia di fronte.

Panorama sul monte Pelmo da Baita Angelini

Dalla baita ci sono tre possibilità per rientrare a valle:

  • Ripercorrere a ritroso il sentiero n° 538 già percorso all'andata 
  • Raggiungere la forcella De le Caure e la forcella de la Val dei Barance (indicazioni per Anello Zoldano) e riscendere fino all'abitato di Colcerver per il sentiero 539. 
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  • Scendere lungo la Val della Malisia fino a Pralongo e poi risalire per strada fino a Colcerver
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Il dislivello percorso è di 500 metri che aumenta a 650 se si decide di optare per l’opzione 2 e 3.

La stagione ideale per percorrere questa escursione è quella estiva (da giugno in poi) anche se può diventare una divertente ciaspolata invernale a seguito delle prime nevicate. In caso di innevamento abbondante sono vivamente consigliati artva, pala e sonda.

Per definire meglio l'itinerario è consigliabile consultare la cartina tabacco 025 Dolomiti di Zoldo.

Autore

Fabrizio Vago

Accompagnatore di Media Montagna, conduce singoli o gruppi in escursioni e trekking sulle amate Dolomiti ed Alpi orientali. Quella per la montagna è una sua passione da sempre avendo scoperto questo magico mondo sin da bambino, ma solo a 40 anni suonati ci fu la svolta: dopo dieci anni di lavoro in ufficio, decise di regalarsi una seconda vita e intraprese il lungo percorso per diventare Accompagnatore di M. Montagna, per far scoprire alle persone magnifici luoghi sempre nuovi.

Dal 2013 gestisce un seguito blog sulle attività outdoor legate al mondo della montagna.

 

Sito web: www.ilmountainrider.com

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