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Clima umido e idratazione in una mezza distanza di triathlon

“Non si finisce mai di imparare”. Così recita un famoso proverbio. Parafrasandolo per uno sport come il triathlon (nuoto, bici e corsa) potremmo dire che “non si finisce mai di idratare”. 

Così, dopo aver parlato dell’importanza di una corretta idratazione nel triathlon e dell’idratazione durante una gara di triathlon olimpico, ho voluto fare un focus ancora più specifico su questo argomento, cercando di capire come cambiano la risposta dell’organismo e la termoregolazione, in presenza di un clima umido, in una delle distanze probabilmente più partecipate del circuito Ironman, il 70.3 (1,9 km di nuoto, 90 km di bici e 21 km di corsa), anticamera, per molti, della lunga distanza. Parlando di idratazione in una gara di triathlon, ma più in generale nello sport, il punto di partenza è sempre lo stesso: fare attenzione alla disidratazione!idratazione triathlon

Non bere, o comunque bere solo quando ne si avverte prepotentemente il bisogno, vuol dire spalancare la porta a sintomi come sudorazione elevata, tachicardia, secchezza della pelle, crampi muscolari, contratture e un calo drastico ed evidente della condizione psico-fisica (e della prestazione) a tutti i livelli; dal 2% circa (leggera disidratazione) fino a perdite di liquidi superiori al 5%, in grado di ridurre l’efficienza fisica di circa il 25-30%, una condizione che non dovrebbe essere mai raggiunta. Viceversa, idratarsi troppo può portare all’instaurarsi del fenomeno della “iponatriemia” (concentrazione di sodio nel sangue al di sotto dei 130 mEq/l), condizione fisiologica ugualmente pericolosa che si manifesta con sintomi quali confusione, cefalea, spossatezza e, nei casi più gravi, perdita di conoscenza.

Idratazione e termoregolazione in condizioni di clima umido

Un lavoro pubblicato di recente dai laboratori ACTES dalla Université des Antilles et de la Guyane ha avuto come oggetto di studio quello di confrontare la temperatura corporea e i marcatori dello stato di idratazione di un campione di 19 triatleti ben allenati e acclimatati che partecipavano ad una gara di triathlon mezza distanza - Guadeloupe half Ironman triathlon - in condizioni di caldo pari a 27,2 ± 0,5°C, un’umidità relativa di 80 ± 2% (78-82%) e nessuna precipitazione registrata durante la gara. Sono stati misurati parametri come massa corporea e osmolarità delle urine. La temperatura corporea è stata misurata prima e dopo la gara, e durante le transizioni, utilizzando un sensore di temperatura ingeribile come pillola e gestibile con un sistema di telemetria. La temperatura ambientale e la frequenza cardiaca sono state misurate nel corso della gara, mentre non è stata tenuta in considerazione l’assunzione di cibo e integratori, anche se agli atleti è stato permesso di mangiare ed idratarsi a propria discrezione, con la sola richiesta di seguire il loro schema alimentare abituale e di non ingerire né alcol né caffeina per 24 ore prima della gara.
Sebbene gli effetti negativi di un clima caldo-umido sulle prestazioni ciclistiche sia stato ampiamente dimostrato, non c’era la conoscenza di quali fossero le risposte termoregolatorie e di idratazione in una mezza distanza di triathlon in condizioni tropicali, pur tenendo conto dell’enorme dispendio energetico nella fase natatoria e podistica, anche a livello di prestazione svolta in condizioni di caldo umido. Il gruppo di ricerca francese dunque, si è fatto pioniere ipotizzando che la fase natatoria con temperature elevate avrebbe potuto indurre una ipertermia relativa che non sarebbe diminuita durante la prova ciclistica, ma che si sarebbe addirittura aggravata durante la frazione podistica.idratazione triathlon
I risultati hanno messo in mostra come il tempo complessivo di gara per 10 dei 19 soggetti fosse di medio-alto profilo, inferiore cioè alle 5 ore, la frequenza cardiaca media fosse di 147 ± 16 battiti e le temperatura corporea media fosse di 37,1 ± 0,7°C (poco prima della gara), 37,8 ± 0,9 °C dopo il nuoto, 37,8 ± 1,0 °C dopo il ciclismo (TC3 ) e 38.4 ± 0.7 °C a fine gara. Quest’ultima temperatura, sottolinea lo studio, è dipendente dall’attività fisica svolta in gara e gli atleti non hanno mostrato alcuna evidenza di malattie da calore in un ambiente caldo e umido. Per quanto riguarda la perdita totale di acqua corporea, il valore riscontrato è stato di 7,2 ± 1,2 litri. Questo studio - il primo di questo tipo che ha analizzato da vicino le temperature ad ogni transizione di una mezza distanza Ironman in condizioni calde e umide, e la quantità di ingestione di liquidi – ha dimostrato che: 1) le prestazioni non dipendevano negativamente dal livello di disidratazione; 2) gli atleti erano in grado di idratarsi in maniera autonoma e adeguata; 3) la temperatura interna dipendeva dall'attività fisica svolta; 4) l’assunzione di liquidi non ha avuto alcun impatto sulle variabili relative alla temperatura corporea.

Effetto della somministrazione orale di sali sulla performance

Un lavoro pubblicato dallo Sport Science Institute della Camilo José Cela University di Madrid, sempre a proposito di una mezza distanza Ironman (1,9 km di nuoto, 90 km di bici e 21 km di corsa), ha osservato invece quale fosse l’effetto della somministrazione orale di Sali sulla performance fisica dell’atleta. Il gruppo di studio, formato da 26 triatleti di alto livello, è stato suddiviso in due gruppi (sali e controllo) in base all’età, ai parametri fisiologici e allo stato di allenamento. Il gruppo che ha assunto sali ha mostrato un tempo totale di gara più basso rispetto al gruppo controllo, tuttavia, la massa corporea tendeva a ridursi di meno nel gruppo sale rispetto a quello di controllo, mentre i livelli sierici post gara erano più elevati nel gruppo sale rispetto al controllo. Il gruppo di ricercatori ha potuto così dimostrare che la somministrazione di sali per via orale si è dimostrata efficace per ridurre la perdita di massa corporea e aumentare la concentrazione di elettroliti durante una una mezza distanza di triathlon.
 
Reference:

Autore

Giacomo Petruccelli

Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università degli Studi di Camerino (Macerata) e Ph.D. in "Biochimica, Fisiologia e Patologia del Muscolo", oggi Giacomo coniuga la sua passione per il Triathlon ed il Trail Run con le sue competenze nel settore del Social Media Marketing e del farmaco. Ha collaborato in passato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera".

Autore di diverse pubblicazioni impattate su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, è un ex-obeso, ed è riuscito a dimagrire 55 kg grazie ad una grande forza di volontà ed abnegazione, nonché un amore grande per lo sport.

Sito web: www.triathlontime.com

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