Francesco Ricci

Francesco Ricci

Scrittore, copywriter, ciclopensatore, Francesco Ricci ha pubblicato Il ’68 a pedali, diario di un ciclista immaginario che corre il Giro d’Italia a fianco di Eddy Merckx; Bella ciao, ricostruzione, tra storia e finzione, di un breve e tragico amore nell’estate del 1944; Velopensieri, riflessioni transitorie sul pedalare, cosa che fa da oltre vent’anni quando e appena può; Fatto di sangue, il doping nel ciclismo rappresentato per la prima volta in una fiction romanzesca. Ha realizzato per RAI Alto Adige Riparare la terra, documentario in memoria di Alexander Langer.

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E' in arrivo, non ci sono più scuse. Finalmente la primavera non è più un miraggio. Le giornate si allungano e il buio dell’inverno è ormai alle spalle. E’ possibile così programmare uscite impegnative, macinare chilometri e allenarsi per la stagione calda che verrà.

L’inverno, soprattutto in certe zone d’Italia, può essere un vero ostacolo all’allenamento in bicicletta. Il freddo, le intemperie, le strade malmesse, però, non devono diventare una scusa. Per mantenere una buona efficienza fisica e scoprire aspetti del tutto nuovi nel pedalare, è fondamentale non lasciare la bici in soffitta, o nel garage, durante i mesi freddi e trovare le energie, anche mentali, per fare delle sgambate come si deve.

Da Corvara a Corvara, Alta Badia, un anello di 90 km e quasi 2000 m di dislivello per percorrere le strade delle Dolomiti senz'auto, moto e camper, per vivere anche d’estate il piacere di pedalare su e giù per i Monti Pallidi.

Anche se non sembra, ci sono tanti modi di andare in bici. Una sola cosa è certa: con la bici non si bara. La ciclo restituisce esattamente ciò che le si dà. Se le concedi pochi chilometri è difficile pensare a grandi imprese. Se con lei passi parecchio tempo, anche poco alla volta, allora sì che gli scenari si fanno ampi, così come la possibilità di sognare in grande.

Prima di compiere uno sforzo intenso sui pedali è necessario mangiare e bere. Mai aspettare l’ultimo momento. Altrimenti il piacere della fatica in breve tempo si trasforma in incubo. Quando si compie uno sforzo intenso sui pedali, il sudore è benefico come una telefonata inaspettata e gradita. Non è il sudore tossico che sgorga negli ambienti caldi, non è il sudore che bagna i vestiti anche quando sei fermo. No, è il sudore della fatica che sa di pioggia primaverile. Che sa di grondaie di case in campagna ancora umide dopo l’ultimo acquazzone. Che sa di rugiada di pino. Che sa di te. Ogni goccia canta la musica della vita. In certe salite le gocce di sudore vanno al ritmo delle pedalate: cadono lente sul telaio, sull’asfalto, assecondando il roteare dei piedi intorno alla corona, accompagnando il tuo ciondolare con le spalle a sinistra, a destra, a sinistra, a destra per chilometri e chilometri. E se proprio il caldo si fa insopportabile, ogni mezzo è buono per toglierselo di mezzo.

Villa Minozzo (Reggio Emilia), Passo Pradarena, Parco dell’Orecchiella, Passo Radici, Villa Minozzo: poco meno di 140 chilometri e oltre tremila metri di dislivello

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