BikeLikeALaker

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Gio, Max e Simo tre ciclisti che vivono sul lago di Como e che girano abitualmente sulle strade che lo circondano. Raccontano le sensazioni che provano in sella alle loro bici, in strada o in montagna ed hanno scoperto che qualcuno legge le storie che scrivono, così continuano a scrivere e ad evolvere sia come ciclisti che come autori. 

Sito web: http://www.bklk.it
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Stavo per iniziare la salita all’Izoard, consapevole che sarebbe stata una salita di quelle che hanno fatto la storia, per cui decisi che il caldo che stavo sentendo dopo circa 110Km non era più sopportabile. Ero all’Etape du Tour 2017 e dopo aver superato il Col de Joux Plan dovevo scalare ancora il mito. Entrato all’ultimo ristoro per ripartire carico di carboidrati e liquidi, feci uno dei più grossi errori che mi porterò nel mio personalissimo bagaglio di esperienza.

Grande cruccio degli amatori è quello del come alimentarsi, cercando tra forum, libri e consigli di nutrizionisti, il sacro Graal. Carboidrati si o no, quanti, quali. 3 etti di pasta o un pugno di riso. Consigli di luminari che poi in pratica non si capisce come tradurre nella sostanza.

Mi rendo conto che questo non è il pulpito giusto da cui dirlo e che noi stessi abbiamo la coscienza un po' sporca, ma qualcuno deve pur dirlo: attenti ai social!

Uno dei temi più dibattuti dagli amatori è quello dell’alimentazione pre e durante l’allenamento, pre e durante la granfondo.

Da un paio di anni e cioè da quando ho provato la bici da corsa, mi sono reso conto che senza mangiare non puoi pensare di stare in bici per più di due ore.

L’inverno, nonostante sia sempre più corto e abbia temperature sempre meno rigide, porta con se un cambio di itinerari obbligato, seguendo il paradigma di percorsi più possibile soleggiati, salite non troppo lunghe e discese senza troppe zone d’ombra che possano ghiacciare.

Chi frequenta il lago di Como in bicicletta non può prescindere da un giro in Val d’Intelvi. Un’area che da bambino frequentavo per sciare, quando la neve ancora arrivava a coprire le cime di queste montagne.

Pensare ad un allenamento specifico, per un amatore, sarebbe una contraddizione nei termini. Chi come noi pedala alla ricerca di un mix di salute e turismo, dovrebbe farlo solo quando ne ha voglia, sul percorso più adatto al clima e alla forma del giorno, senza neanche guardare i dati e le prestazioni raggiunte.

Dovrebbe.

Dopo ormai una ventina d’anni di gran fondo, per ritrovare l’entusiasmo ci voleva qualcosa di nuovo: fatte le gran fondo classiche, fatto lo sterrato alla Strade Bianche, abbattuto il muro dei 300 km alla Mallorca 312, mancava solo una gran fondo cittadina … è tempo della Euroeyes Berlin Velothon, una granfondo di massa (11.000 iscritti) con tre percorsi cittadini (60, 120 o 180 km) aperti a tutti, dai cicloamatori professionisti a chi ritira fuori dal garage la graziella

Il mio primo giro del lago di Como in bici è stato quasi un dramma. Ho provato la mia prima crisi di fame e sono caduto lungo un tornate a Bellagio, all’intersezione tra la strada del lago e quella che scende dal Ghisallo, un posto mitico per lasciare i miei primi strati di pelle sull’asfalto.

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