Attenti ai social network Attenti ai social network

Mi rendo conto che questo non è il pulpito giusto da cui dirlo e che noi stessi abbiamo la coscienza un po' sporca, ma qualcuno deve pur dirlo: attenti ai social!

Una preparazione adeguata

In bici ci siamo sempre andati tutti, anche d'inverno, ma limitandoci a fare qualche chilometro, di solito in pianura e cercando le strade più esposte al sole, per mantenere un minimo di forma e tenere a bada la pancia (nei limiti del possibile).

Poi è arrivata l'epoca dei social, sui quali abbiamo iniziato a seguire – con molta invidia, visto che stando sul divano a 20-21 °C non si percepisce l’arietta frizzante dei men 20-21 °C, che magari ci farebbe passare la voglia di essere lì con lui - le avventure di Omar Di Felice oltre il Circolo Polare Artico (Islanda, Capo Nord ed Alaska), con le quali è diventato (meritatamente) una piccola star del web; da lì, su Strava, Facebook ed Instagram sono iniziati a comparire post di amici che a gennaio facevano giri estivi, scalando questa o quella montagna con le strade innevate.bici in inverno

Prima di andarsi a infilare su strade di montagna in inverno, è bene tener presente che certe cose: Omar Di Felice è un ex pro, mica uno che si è svegliato dall’oggi al domani con la voglia di andare a Capo Nord d’inverno in bici, e che certe cose le fa con una preparazione specifica al freddo, con un abbigliamento adeguato e testato scientificamente, con una bici preparata specificamente per pedalare sulla neve (leggasi ruote chiodate e freni a disco) e dopo aver sviluppato nel corso degli anni una certa abilità a pedalare sulla neve, soprattutto in discesa. Oggi è comunque un professionista con un certo supporto, se cadesse durante un allenamento sulla neve non lo ritrovano mica con il disgelo come capiterebbe a noi.bici in inverno

Per dirla in francese, chiunque altro si avventurasse in bici su strade innevate d’inverno – magari con una bici normale montata con ruote in carbonio e copertoncini slik da 25 o 28 mm e con un normale giacchino invernale - farebbe semplicemente un'emerita bigolata.

Dal punto di vista dell'allenamento non servirebbe a molto, a meno che uno non abbia fissato il suo appuntamento stagionale principale per il Laigueglia (cosa che sarebbe di per sé una bigolata).

Ricaricare le pile e migliorare l'agilità

All'inverno dobbiamo rassegnarci, questo è ovvio, ma possiamo anche fare di necessità virtù, innanzitutto usando l'inverno per riposarci e ricaricare le pile, anche e soprattutto quelle mentali (che sono determinati quanto la forza pura delle gambe), e prepararci per la nuova stagione; e poi usare l’inverno per migliorare abilità che magari non abbiamo, ad esempio aumentando l'agilità fino ad arrivare a frequenze da Froome, che – finito l'allenamento specifico – renderanno assolutamente naturale pedalare a 4-5 pedalate al minuto in più di quello a cui siamo abituati (il che significa risparmiare la gamba, guadagnare in brillantezza ed in fondo).bici in inverno

Insomma, d'inverno la cosa più utile che possiamo fare è lavorare sull'agilità, mantenere il tono fisico ed arrivare sani alla primavera.

Arrivare sani quando le cose iniziano a diventare belle, appunto!

I likes non valgono una stagione

Pedalare d'inverno in montagna, con temperature bassissime, strade innevate o comunque con un alto rischio di trovare una lastra di ghiaccio nelle zone d'ombra (dove magari si arriva ad alta velocità dopo un tratto con strada pulita) significa aumentare inutilmente il rischio di ammalarci e di cadere; e se ci ammalassimo o cadessimo, per tanto o poco che ci siamo fatti male butteremmo all’aria tutta la preparazione fatta (oltre a rovinarci un mesetto o più a casa e in ufficio).bici in inverno

Certo una bella foto sulla neve potrà farci raddoppiare il numero di likes ai post (regola che peraltro di solito vale anche per un eventuale post successivo dall’ospedale con una gamba in trazione), ma direi che non ne vale proprio la pena.

Autore

BikeLikeALaker

Gio, Max e Simo tre ciclisti che vivono sul lago di Como e che girano abitualmente sulle strade che lo circondano. Raccontano le sensazioni che provano in sella alle loro bici, in strada o in montagna ed hanno scoperto che qualcuno legge le storie che scrivono, così continuano a scrivere e ad evolvere sia come ciclisti che come autori. 

Sito web: www.bklk.it

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